Bosnia ed Erzegovina: serve il passaporto? Guida 2026


Bosnia ed Erzegovina – serve il passaporto? I documenti per l'ingresso nel 2026
State organizzando una vacanza a Sarajevo, Mostar o Medjugorje, oppure un viaggio in auto attraverso i Balcani, e vi chiedete: per la Bosnia ed Erzegovina serve il passaporto? La buona notizia è che per i cittadini italiani il passaporto non è l'unico documento che consente di attraversare la frontiera.
Risposta breve
Il cittadino italiano può entrare in Bosnia ed Erzegovina con la carta d'identità valida per l'espatrio. Il passaporto non è quindi obbligatorio. Sono accettati anche il passaporto ordinario e il passaporto temporaneo. Il documento utilizzato deve però avere una validità residua adeguata: di norma almeno tre mesi oltre la durata prevista del soggiorno.
I preparativi però non finiscono qui. Se raggiungete la Bosnia ed Erzegovina in auto, dovete controllare non solo il documento d'identità, ma anche la carta di circolazione, l'assicurazione del veicolo, le regole per i minori e i pedaggi e le vignette nei Paesi di transito. Qui sotto trovate la guida completa per un viaggio nel 2026.
Bosnia ed Erzegovina – serve il passaporto?
No. Il cittadino italiano diretto in Bosnia ed Erzegovina non ha bisogno del passaporto, purché possieda una carta d'identità valida per l'espatrio.
Alla frontiera potete presentare uno dei seguenti documenti:
- carta d'identità in corso di validità, valida per l'espatrio,
- passaporto ordinario in corso di validità,
- passaporto temporaneo in corso di validità.
La normativa bosniaca consente ai cittadini degli Stati dell'Unione Europea di attraversare il confine con il passaporto o con un documento d'identità valido che attesti la cittadinanza.
Significa che, per una settimana di vacanza a Mostar, un weekend a Sarajevo, un soggiorno a Medjugorje o un tour dei Balcani, non è necessario richiedere un passaporto solo per superare il confine della Bosnia ed Erzegovina.
Importante
Serve un documento fisico e in corso di validità. La fotografia della carta d'identità sullo smartphone o i dati trascritti su un foglio non sostituiscono il documento durante il controllo di frontiera.
Basta la carta d'identità per la Bosnia ed Erzegovina?
Sì, ma deve essere valida per l'espatrio. È qui che si concentrano quasi tutti i problemi reali alla frontiera.
Controllate questi tre punti
1. Sul documento non deve comparire la dicitura «non valida per l'espatrio». Le carte rilasciate ai minori senza assenso dei genitori o in alcuni casi particolari riportano questa limitazione e non permettono di uscire dall'Italia.
2. Le vecchie carte cartacee con il timbro di proroga sul retro sono spesso rifiutate all'estero. Se avete ancora un documento di questo tipo, sostituitelo con la CIE prima di partire.
3. Il documento deve essere integro e leggibile: una carta rovinata o con la foto scollata può creare problemi.
La carta d'identità elettronica (CIE) in corso di validità e valida per l'espatrio è pienamente accettata. Vale anche per chi si dirige verso le mete più visitate del Paese:
- Sarajevo,
- Mostar,
- Medjugorje,
- Blagaj,
- Neum,
- Banja Luka,
- Jajce,
- Trebinje,
- le cascate di Kravica.
Se dunque cercate su Google «Bosnia carta d'identità o passaporto», «serve il passaporto per la Bosnia» o «serve il passaporto per Medjugorje», la risposta è sempre la stessa: per il cittadino italiano la carta d'identità valida per l'espatrio è un documento di viaggio sufficiente.
Carta d'identità o passaporto – cosa conviene portare?
Ai fini del solo attraversamento della frontiera entrambi i documenti assolvono la stessa funzione. Se avete una carta d'identità valida per l'espatrio, non siete obbligati a portare il passaporto.
Dal punto di vista pratico, però, conviene valutare di portarli entrambi, soprattutto in un viaggio lungo attraverso più Paesi balcanici.
| Documento | Consente l'ingresso in Bosnia ed Erzegovina? | Conviene portarlo? |
|---|---|---|
| Carta d'identità valida per l'espatrio | Sì | Sì |
| Carta d'identità «non valida per l'espatrio» | No | Non consente di uscire dall'Italia |
| Passaporto ordinario | Sì | Sì, soprattutto come documento di riserva |
| Passaporto temporaneo | Sì | Sì, se è il vostro documento di viaggio attuale |
| Patente di guida | No, non è un documento di frontiera | Sì, se siete alla guida |
| Documenti digitali (IT-Wallet, app IO) | No | Non sostituiscono il documento fisico |
Il passaporto è un comodo documento di riserva. Se durante il viaggio perdete la carta d'identità o vi viene rubata, avere un secondo documento semplifica notevolmente il prosieguo del viaggio.
Va inoltre considerato che chi in Bosnia ed Erzegovina si identifica esclusivamente con la carta d'identità può incontrare qualche ostacolo pratico presso banche, autonoleggi o determinate strutture ricettive. In un viaggio lungo il passaporto è quindi un documento aggiuntivo utile, anche se per il solo passaggio di frontiera non è richiesto.
I documenti digitali sullo smartphone bastano?
No. È un punto sempre più rilevante, perché in Italia si diffonde l'uso dei documenti digitali tramite IT-Wallet e l'app IO.
Attenzione
I documenti digitali disponibili su IT-Wallet o nell'app IO valgono sul territorio italiano e non sostituiscono il documento fisico per l'espatrio. La polizia di frontiera di un Paese terzo non è tenuta ad accettarli e, nella pratica, non li accetta.
Per il viaggio in Bosnia ed Erzegovina portate quindi la carta d'identità fisica o il passaporto fisico. Anche se avete tutti i dati sul telefono, lo smartphone non sostituisce il documento richiesto alla frontiera.
Quanto deve essere valido il documento?
È uno degli aspetti più importanti da verificare prima della partenza.
Il documento di viaggio deve avere una validità residua di almeno tre mesi oltre la durata prevista del soggiorno in Bosnia ed Erzegovina. Non partite quindi con un documento che scade durante la vacanza o poco dopo l'inizio del viaggio.
Esempio
Se prevedete di entrare in Bosnia ed Erzegovina il 10 luglio e di rientrare il 24 luglio, il documento dovrebbe essere valido almeno fino a fine ottobre. Se scade prima, richiedete il rinnovo prima di partire.
Prima della partenza controllate soprattutto:
- la data di scadenza del documento,
- che il documento non sia stato denunciato come smarrito o rubato,
- che sia valido per l'espatrio,
- che non sia danneggiato e che i dati siano leggibili,
- che ogni persona in viaggio abbia il proprio documento.
La questione dei documenti denunciati come smarriti è particolarmente delicata. Anche se la vecchia carta d'identità dovesse ricomparire, non va utilizzata: risulta annullata nei sistemi.
La stessa abitudine vale per i pedaggi: come controllate la scadenza del documento, verificate anche la validità delle vignette acquistate per i Paesi di transito.
Serve il visto per la Bosnia ed Erzegovina?
Per un normale soggiorno turistico breve il cittadino italiano non ha bisogno del visto.
Vige il regime di esenzione per i soggiorni brevi. La normativa bosniaca prevede per i soggetti esenti da visto una permanenza fino a 90 giorni nell'arco di sei mesi, salvo diversa disposizione.
Per un turista tipo questo significa che:
- per una settimana di vacanza non serve il visto,
- per un tour di due settimane nei Balcani non serve il visto,
- per qualche giorno a Mostar o Sarajevo non serve il visto,
- per il semplice transito attraverso la Bosnia ed Erzegovina non serve il visto.
Regole diverse valgono per chi programma un soggiorno prolungato, un'attività lavorativa o il trasferimento della residenza. In questi casi occorre verificare le procedure prima della partenza.
Si può entrare con il passaporto temporaneo?
Sì. Il passaporto temporaneo è un documento accettato per l'attraversamento della frontiera bosniaca.
Può risultare rilevante soprattutto in situazioni di emergenza, ad esempio quando il passaporto ordinario non viene rilasciato in tempo o quando è necessario sostituire un documento smarrito durante il viaggio.
Verificatene però sia la validità residua sia i requisiti di tutti gli Stati sul percorso previsto. Il fatto che un documento sia accettato in Bosnia ed Erzegovina non implica automaticamente le stesse regole in ogni Paese di transito.
Bosnia ed Erzegovina con i bambini – quali documenti?
Il minore, come l'adulto, deve avere un proprio documento valido per l'espatrio. Il documento di un genitore o il certificato di nascita non sono sufficienti.
In pratica il bambino può viaggiare con:
- la propria carta d'identità valida per l'espatrio, oppure
- il proprio passaporto.
Nota sulla carta d'identità dei minori
Per rendere la carta d'identità di un minore valida per l'espatrio serve l'assenso di entrambi i genitori o esercenti la responsabilità genitoriale al momento del rilascio. Se manca, il documento riporta la dicitura «non valida per l'espatrio» e non permette di uscire dall'Italia. Controllate il retro della CIE prima di partire.
Se il minore viaggia senza i genitori – ad esempio con i nonni, altri parenti o un accompagnatore – occorre prestare particolare attenzione alla documentazione che attesta il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale.
Per i minori di 14 anni che viaggiano senza genitori la normativa italiana prevede la cosiddetta dichiarazione di accompagnamento, da far vidimare presso la Questura competente: indica il nome della persona o dell'ente a cui il minore è affidato. Va richiesta con anticipo, non il giorno prima della partenza.
Anche il Servizio per gli stranieri della Bosnia ed Erzegovina segnala che il minore di 14 anni che viaggia con una persona diversa dal genitore, dal tutore o dal curatore deve essere munito di un consenso redatto e autenticato nelle forme previste. Per il minore che viaggia non accompagnato può essere richiesta una dichiarazione autenticata del genitore o del tutore.
Prima di un viaggio in famiglia preparate quindi:
- il documento del minore, valido per l'espatrio,
- il documento del genitore o dell'accompagnatore,
- la dichiarazione di accompagnamento vidimata, se necessaria,
- un'eventuale delega o consenso scritto dell'altro genitore, possibilmente tradotto in inglese.
Se viaggiate con i bambini in estate, può tornare utile anche la nostra guida su insolazione e colpo di calore: il caldo nei Balcani può essere insidioso.
Serve il passaporto per Medjugorje?
No. Per Medjugorje valgono le stesse regole d'ingresso del resto della Bosnia ed Erzegovina.
Il cittadino italiano può entrare con la carta d'identità valida per l'espatrio e non ha bisogno del passaporto.
Se dunque partite in auto o in pullman per un pellegrinaggio a Medjugorje, verificate prima di tutto la validità della carta d'identità e la dicitura sul retro.
Ricordate al tempo stesso che il viaggio dall'Italia attraversa altri Stati. Oltre alle regole del Paese di destinazione, vanno considerati anche i requisiti dei Paesi di transito, in particolare per vignette e pedaggi.
Bosnia ed Erzegovina in auto – quali documenti portare?
L'auto è un modo comodo per scoprire Mostar, Sarajevo, le cascate di Kravica, Jajce, Trebinje e le zone montane del Paese, ma l'elenco dei documenti per chi guida è più lungo.
Portate con voi:
- carta d'identità valida per l'espatrio o passaporto,
- patente di guida in corso di validità,
- carta di circolazione del veicolo,
- certificato di assicurazione RC auto in corso di validità,
- documento che attesti il diritto di utilizzare il veicolo, se non ne siete proprietari,
- vignette e ricevute dei pedaggi richiesti nei Paesi di transito,
- la dotazione obbligatoria: giubbotto ad alta visibilità e triangolo di emergenza.
In caso di auto a noleggio, in leasing, aziendale o intestata ad altri, verificate in anticipo le condizioni per l'espatrio previste dal proprietario, dalla società di leasing o dall'autonoleggio. Molti contratti di noleggio vietano espressamente l'ingresso in Bosnia ed Erzegovina o richiedono un'autorizzazione scritta a pagamento: chiedetela prima di ritirare il veicolo.
Serve la Carta Verde per la Bosnia ed Erzegovina?
È una domanda ricorrente quando si pianifica un viaggio nei Balcani.
La buona notizia: per una normale auto con targa italiana la Carta Verde non è attualmente richiesta come prova dell'assicurazione RC all'ingresso in Bosnia ed Erzegovina.
L'Ufficio Carta Verde bosniaco chiarisce che, per i veicoli immatricolati negli Stati aderenti al sistema multilaterale, è la targa stessa a essere riconosciuta come conferma dell'esistenza di una copertura assicurativa adeguata. L'Italia figura nell'elenco ufficiale di tali Stati.
Chi guida una vettura immatricolata in Italia non deve quindi acquistare una polizza di frontiera solo per attraversare il confine bosniaco.
Ciò non toglie che convenga contattare la propria compagnia prima di partire, per verificare l'estensione territoriale della RC, della copertura kasko e dell'assistenza stradale al di fuori dell'Unione Europea. Su un lungo itinerario balcanico una buona assistenza può contare quanto la RC obbligatoria.
Serve la vignetta in Bosnia ed Erzegovina?
Risposta breve
No. La Bosnia ed Erzegovina non ha un sistema nazionale di vignette a tempo per le autovetture come quello di Slovenia, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca o Slovacchia.
Questo non significa però che tutte le strade siano gratuite.
Su alcune autostrade è in vigore un sistema di pedaggio commisurato al tratto percorso e alla categoria del veicolo. Sull'autostrada A1 nella Federazione di Bosnia ed Erzegovina il pedaggio è calcolato sulla distanza tra i caselli e sulla classe del veicolo. Il pagamento può avvenire in contanti o con carte accettate; l'operatore ammette anche il pagamento in euro, con l'eventuale resto erogato nella valuta locale (marco convertibile, BAM/KM).
Un sistema di riscossione è attivo anche sulle autostrade della Republika Srpska, dove l'importo dipende dalla categoria del veicolo e dal tratto scelto.
Non acquistate quindi un'unica «vignetta per la Bosnia»: pagate i singoli tratti a pedaggio. È un meccanismo che conoscete bene, perché è lo stesso delle autostrade italiane, dove si paga in base ai chilometri percorsi. La differenza tra vignetta a tempo e pedaggio a tratta è spiegata nella guida cosa sono le e-vignette.
Le vignette sul tragitto dall'Italia alla Bosnia ed Erzegovina
Anche se la Bosnia ed Erzegovina non richiede la classica vignetta a tempo, le vignette possono essere necessarie negli Stati che attraversate lungo il percorso.
Per chi parte dall'Italia il Paese chiave è la Slovenia: bastano pochi chilometri di autostrada dopo il confine di Fernetti o di Vrtojba per essere soggetti all'obbligo di e-vignetta. Molti automobilisti se ne accorgono troppo tardi, e la sanzione parte da alcune centinaia di euro.
Ecco i Paesi che potreste attraversare – cliccate per verificare prezzi e regole aggiornate:
- Slovenia e-vignetta a tempo, indispensabile
- Croazia pedaggio ai caselli
- Austria vignetta + pedaggi a tratta
- Ungheria e-matrica nazionale e regionale
- Repubblica Ceca e-vignetta a tempo
- Slovacchia e-vignetta a tempo
Se invece scendete dal Nord Italia passando per l'Austria, ricordate che la vignetta austriaca non copre tutto: su diverse tratte alpine si aggiunge un pedaggio a tratta (Streckenmaut) separato:
- Tunnel delle Caravanche A11, il passaggio diretto tra Austria e Slovenia,
- A10 Tauern – tunnel Tauern e Katschberg, l'asse nord-sud verso Villach,
- A9 Pyhrn – tunnel Bosruck e Gleinalm sull'itinerario alternativo verso Graz,
- A13 Brennero per chi arriva dall'Alto Adige – e attenzione ai cantieri sulla A13 nel 2026.
Nel 2026 i sistemi elettronici sono lo standard in Slovenia, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Su cosa aspettarvi durante un controllo lungo il tragitto, leggete l'articolo sui controlli stradali in Austria, e per i prezzi e le insidie della vignetta austriaca la guida Vignette Austria 2026: prezzi, tunnel e la trappola dei 18 giorni.
Regola pratica
Verificate i pedaggi non solo nel Paese di destinazione, ma in tutti gli Stati fra l'Italia e la Bosnia ed Erzegovina. Su Winiety24.eu potete ordinare online in anticipo le e-vignette necessarie, senza dover cercare punti vendita già in viaggio. Se avete dubbi su dove acquistarla, confrontate stazione di servizio e acquisto online per la Slovenia.
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Un itinerario tipo dall'Italia alla Bosnia ed Erzegovina
Per chi parte dal Nord-Est la via più diretta è:
Italia → Slovenia → Croazia → Bosnia ed Erzegovina.
Si attraversa il confine a Fernetti o a Vrtojba, si prosegue verso Lubiana e Zagabria e si scende sulla A1 croata. Su questo percorso servono l'e-vignetta slovena e il pedaggio ai caselli croati.
Chi parte dal Centro o dal Sud Italia può valutare invece il traghetto da Ancona o Bari verso Spalato o Dubrovnik, e proseguire via terra: in questo caso la vignetta slovena non serve.
Dal Nord-Ovest è possibile anche il passaggio attraverso l'Austria, con vignetta austriaca e pedaggio del tunnel delle Caravanche.
Nella pianificazione tenete conto di tre tipologie di costo:
- vignette a tempo – Slovenia, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia,
- pedaggi a tratta – alcune tratte alpine, i tunnel e i caselli croati,
- pedaggi in Bosnia ed Erzegovina – riscossi su determinati tratti autostradali.
Al budget aggiungete il carburante: il confronto dei prezzi del carburante in Croazia nel 2026 aiuta a capire dove conviene fare rifornimento lungo la strada.
Non acquistate vignette «per sicurezza» senza aver definito il percorso: un cambio di itinerario può significare che vi serve la vignetta di un altro Paese rispetto a quello previsto. E se viaggiate in inverno, verificate anche gli obblighi sugli pneumatici invernali in Slovenia.
Il controllo di frontiera – come funziona?
Poiché si attraversa una frontiera esterna allo spazio Schengen, preparatevi a un normale controllo dei documenti.
Chi guida dovrebbe tenere il documento a portata di mano; gli altri passeggeri preparano il proprio.
L'agente di frontiera può verificare:
- l'identità del viaggiatore,
- la validità del documento e l'idoneità all'espatrio,
- il diritto all'ingresso,
- i documenti del veicolo,
- lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto.
Il Servizio per gli stranieri della Bosnia ed Erzegovina segnala inoltre che può essere richiesta la prova di disporre di mezzi finanziari sufficienti per il soggiorno. I portali ufficiali indicano come riferimento l'importo di 150 BAM (marchi convertibili) per ogni giorno di soggiorno previsto, pari a circa 75-80 euro al giorno. I fondi possono essere dimostrati in una forma accettata dal sistema bancario.
In un normale viaggio turistico è quindi sufficiente avere con sé una carta di pagamento e una ragionevole disponibilità di contante.
Bisogna registrare il soggiorno in Bosnia ed Erzegovina?
Sì, ed è un obbligo spesso ignorato dai turisti.
Se pernottate in hotel, pensione, ostello, campeggio o altra struttura ricettiva ufficiale, la registrazione è normalmente curata dalla struttura stessa.
In caso di alloggio privato e permanenza superiore a tre giorni, il Servizio per gli stranieri indica l'obbligo di comunicare l'indirizzo di soggiorno all'ufficio competente entro 48 ore dall'ingresso. Se utilizzate una struttura ricettiva, conservate la conferma di registrazione (la cosiddetta «carta bianca») o la ricevuta del soggiorno: possono essere richieste all'uscita.
Se affittate un appartamento, chiedete al proprietario se ha adempiuto alle formalità di segnalazione dell'ospite straniero.
La TEAM è valida in Bosnia ed Erzegovina?
Non date per scontato che la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) vi garantisca in Bosnia ed Erzegovina la stessa copertura di cui godete nei Paesi UE. La Bosnia ed Erzegovina non fa parte dell'Unione Europea e la TEAM non vi è valida.
Verificate presso la vostra ASL se sono previste convenzioni bilaterali che consentano l'accesso alle cure urgenti e quale documentazione richiedere prima della partenza. In ogni caso la copertura eventualmente prevista è limitata e non include il rimpatrio sanitario.
Raccomandazione
Stipulate un'assicurazione sanitaria di viaggio con rimpatrio. I costi di un ricovero o di un trasporto sanitario dai Balcani raggiungono rapidamente cifre a cinque zeri.
Conviene una polizza che copra:
- spese mediche,
- ricovero ospedaliero,
- trasporto sanitario,
- soccorso e ricerca,
- rimpatrio in Italia,
- infortuni.
Capitolo a parte è l'assistenza stradale. Su un percorso lungo attraverso più Stati, una polizza che comprenda traino, riparazione, auto sostitutiva o pernottamento può ridurre sensibilmente i costi di un imprevisto. Quanto costa davvero riportare a casa un'auto in panne dai Balcani lo mostriamo nell'articolo sul soccorso stradale e il trasporto del veicolo.
Guidare in Bosnia – a cosa fare attenzione
La Bosnia ed Erzegovina è un Paese straordinario da visitare in auto, ma i trasferimenti richiedono più tempo di quanto suggerisca il solo chilometraggio.
La rete autostradale è realizzata solo in parte e il traffico locale ha caratteristiche proprie. In caso di incidenti o chiusure le deviazioni possono essere difficili o impossibili: sulle tratte lunghe portate una scorta d'acqua e qualche provvista. La guida notturna richiede particolare prudenza.
Pericolo mine
Nelle zone montane restate esclusivamente sulle strade e sui sentieri segnalati. In alcune aree del Paese permane il rischio di mine antiuomo ed è fortemente sconsigliato allontanarsi dai percorsi battuti e segnalati.
Durante la vacanza conviene quindi:
- prevedere ampi margini di tempo per i trasferimenti,
- evitare la guida notturna non necessaria,
- fare rifornimento con anticipo: fuori dalle direttrici principali i distributori sono radi,
- non lasciare le strade asfaltate o segnalate,
- privilegiare le strade principali,
- scaricare mappe offline,
- portare acqua per i tratti più lunghi.
Cosa fare se perdete il documento in Bosnia?
La perdita di un documento all'estero può complicare seriamente il rientro, quindi conviene prepararsi in anticipo.
Se portate sia la carta d'identità sia il passaporto, conservateli separatamente. Così il furto del portafoglio non comporta automaticamente la perdita di tutti i documenti.
Un'altra buona pratica è tenere copie dei documenti in un luogo sicuro e nel cloud. La copia non sostituisce l'originale alla frontiera, ma agevola l'identificazione e il contatto con la rappresentanza consolare.
In caso di smarrimento o furto, sporgete denuncia alla polizia locale e contattate l'Ambasciata d'Italia a Sarajevo, che fornisce assistenza consolare e può rilasciare un documento di viaggio provvisorio per il rientro.
Conviene portare il passaporto se basta la carta d'identità?
Per una breve vacanza con carta d'identità valida per l'espatrio non c'è alcun obbligo di richiedere il passaporto.
Se però possedete entrambi i documenti, portare il passaporto come riserva è una scelta ragionevole, soprattutto quando:
- attraversate più Stati,
- viaggiate per due o tre settimane,
- pensate di proseguire oltre la Bosnia (ad esempio verso Montenegro o Serbia),
- cambiate spesso alloggio,
- noleggiate un'auto sul posto,
- volete un secondo documento in caso di furto o smarrimento.
Conservate i due documenti in luoghi separati.
Gli errori più frequenti prima di partire per la Bosnia ed Erzegovina
1. Pensare che serva per forza il passaporto
Non serve. La carta d'identità italiana valida per l'espatrio è accettata come documento di frontiera.
2. Non controllare la dicitura «valida per l'espatrio»
È l'errore più costoso in assoluto: una carta d'identità non valida per l'espatrio non consente nemmeno di uscire dall'Italia. Controllate il retro del documento oggi, non alla frontiera.
3. Viaggiare con la vecchia carta cartacea prorogata con timbro
I documenti cartacei con timbro di proroga vengono frequentemente rifiutati all'estero. Sostituiteli con la CIE.
4. Affidarsi ai documenti digitali
IT-Wallet e l'app IO valgono in Italia e non sostituiscono il documento fisico per l'espatrio.
5. Non verificare la validità residua
Il possesso del documento non basta: serve una validità residua di almeno tre mesi oltre il soggiorno previsto.
6. Documento mancante per il minore
Ogni bambino ha bisogno del proprio documento valido per l'espatrio. Per i minori di 14 anni non accompagnati dai genitori serve inoltre la dichiarazione di accompagnamento vidimata.
7. Dimenticare la vignetta slovena
Bastano pochi chilometri di autostrada oltre Fernetti per incorrere nella sanzione. La e-vignetta slovena va acquistata prima di entrare in autostrada.
8. Cercare «la vignetta per la Bosnia»
La Bosnia ed Erzegovina applica pedaggi a tratta su alcune autostrade, non un'unica vignetta nazionale a tempo.
9. Dare per scontato che serva la Carta Verde
Per le normali autovetture con targa italiana vale il sistema in cui la targa è riconosciuta come conferma della copertura assicurativa.
10. Portare un'auto a noleggio senza autorizzazione
Molti contratti vietano l'ingresso in Bosnia ed Erzegovina. Chiedete l'autorizzazione scritta prima del ritiro.
Checklist prima di partire in auto per la Bosnia ed Erzegovina
Prima di chiudere il bagagliaio, dedicate qualche minuto a un ultimo controllo.
- Verificate la validità della carta d'identità o del passaporto.
- Controllate la dicitura «valida per l'espatrio» sul retro della CIE.
- Portate il documento fisico, non solo quello digitale.
- Controllate i documenti di tutti i minori.
- Richiedete la dichiarazione di accompagnamento, se necessaria.
- Portate la patente di guida.
- Portate la carta di circolazione.
- Verificate la validità della RC auto.
- Verificate l'estensione dell'assistenza stradale.
- Stipulate un'assicurazione sanitaria con rimpatrio.
- Se l'auto è a noleggio, ottenete l'autorizzazione scritta.
- Definite il percorso esatto dall'Italia.
- Verificate in quali Paesi serve la vignetta.
- Acquistate le e-vignette prima di partire.
- Considerate i pedaggi a tratta in Austria.
- Preparate carta e contante per i caselli.
- Calcolate i fondi sulla base di 150 BAM al giorno.
- Scaricate le mappe offline.
- Prevedete ampi margini di tempo per i trasferimenti.
Così durante il viaggio potrete concentrarvi sulla vacanza invece di cercare all'ultimo momento una vignetta, un'assicurazione o un documento. Tutte le vignette per l'intero percorso si ordinano online in un unico ordine.
FAQ – Bosnia ed Erzegovina: passaporto, carta d'identità e documenti
Serve il passaporto per la Bosnia ed Erzegovina?
No. Il cittadino italiano può entrare con la carta d'identità valida per l'espatrio. Sono accettati anche il passaporto e il passaporto temporaneo.
Si può entrare in Bosnia con la carta d'identità?
Sì, purché sia in corso di validità e valida per l'espatrio. Le carte con la dicitura «non valida per l'espatrio» non consentono di uscire dall'Italia.
Serve il passaporto per Medjugorje?
No. Per Medjugorje valgono le stesse regole del resto della Bosnia ed Erzegovina: basta la carta d'identità valida per l'espatrio.
La vecchia carta d'identità cartacea con timbro di proroga è accettata?
È fortemente sconsigliata: i documenti cartacei prorogati con timbro vengono spesso rifiutati all'estero. Meglio richiedere la CIE prima di partire.
Serve il passaporto per i bambini?
Non necessariamente, se il minore ha una propria carta d'identità valida per l'espatrio. Ogni bambino deve però avere un documento proprio.
I documenti digitali su IT-Wallet bastano alla frontiera?
No. I documenti digitali valgono in Italia e non sostituiscono il documento fisico per l'espatrio.
Serve il visto per la Bosnia ed Erzegovina?
No, per un normale soggiorno turistico breve. L'esenzione consente una permanenza fino a 90 giorni secondo la normativa bosniaca.
Quanto deve essere valido il documento?
Almeno tre mesi oltre la durata prevista del soggiorno.
Serve la Carta Verde per la Bosnia?
Per una normale auto con targa italiana non è richiesta come prova della RC. L'Italia rientra fra gli Stati in cui la targa è riconosciuta come conferma della copertura assicurativa.
In Bosnia serve la vignetta?
Non esiste un'unica vignetta nazionale a tempo per le autovetture. Su alcuni tratti autostradali si paga in base ai chilometri percorsi e alla categoria del veicolo.
Quali vignette servono andando dall'Italia alla Bosnia?
Dipende dal percorso. Passando via terra dal Nord-Est serve l'e-vignetta slovena e il pedaggio ai caselli croati. Chi passa dall'Austria o dall'Ungheria deve aggiungere le rispettive vignette. Definite prima il percorso e poi acquistate le e-vignette.
La vignetta austriaca copre anche tunnel e tratte alpine?
No. Per tratte come A10 Tauern, A11 Caravanche o A9 Pyhrn si paga un pedaggio a tratta separato.
Posso portare un'auto a noleggio in Bosnia ed Erzegovina?
Solo se il contratto lo consente. Molti autonoleggi vietano l'ingresso o richiedono un'autorizzazione scritta a pagamento: verificatelo prima del ritiro.
Non avete trovato la risposta? Consultate le domande frequenti oppure scrivete al nostro team.
Bosnia ed Erzegovina – serve il passaporto? Le conclusioni
L'informazione principale è semplice: il cittadino italiano diretto in Bosnia ed Erzegovina non ha bisogno del passaporto. È sufficiente la carta d'identità valida per l'espatrio. È possibile entrare anche con passaporto ordinario o temporaneo.
Prima di partire verificate però la validità residua del documento e, soprattutto, che riporti l'idoneità all'espatrio. Non affidatevi ai documenti digitali sullo smartphone, che non sostituiscono quello fisico all'estero. Se viaggiate con un minore, assicuratevi che abbia un documento proprio e, se necessario, la dichiarazione di accompagnamento.
Per il viaggio in auto preparate inoltre patente e carta di circolazione e verificate l'assicurazione. Per una normale vettura con targa italiana la Carta Verde non è attualmente richiesta, perché le targhe italiane rientrano nel sistema di riconoscimento reciproco.
Non dimenticate i pedaggi. In Bosnia ed Erzegovina non si acquista una vignetta classica: su determinate autostrade si paga in base al tratto percorso. Le vignette possono però essere necessarie nei Paesi di transito, a cominciare dalla Slovenia.
Prima della vacanza bastano quindi tre semplici passaggi:
- Controllate i documenti, compresa la validità per l'espatrio.
- Definite il percorso esatto dall'Italia.
- Acquistate online le e-vignette necessarie prima di partire.
Se state pianificando un viaggio in auto in Bosnia ed Erzegovina, verificate in anticipo le e-vignette per tutti gli Stati sul vostro percorso. Su Winiety24.eu potete ordinare online le vignette necessarie già prima della partenza e mettervi in viaggio con le formalità sbrigate.
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Aggiornamento: agosto 2026. Le norme sull'attraversamento delle frontiere e sui pedaggi possono cambiare. Verificate quindi, immediatamente prima della partenza, le indicazioni aggiornate del Ministero degli Affari Esteri e le regole in vigore nei Paesi di transito.


